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martedì 16 aprile 2019

IO CITTADINO PER LA COSTITUZIONE


Io cittadino per Costituzione

Iniziamo il nostro percorso con una breve premessa sulla nostra Carta Costituzionale, come affermiamo nel video “in essa c’è tutta la nostra storia”. Ci piace partire citando uno dei padri della nostra Costituzione, Pietro Calamandrei, abbiamo ascoltato il discorso che fece ai giovani nel lontano 1955, ci ha fatto riflettere ed emozionare.  Consigliamo la visione anche a voi, le sue parole suonano attualissime ancora oggi.

 Calamandrei sostiene che  “La Costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere le promesse in essa contenute, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica, l’indifferentismo politico che è una malattia dei giovani (…)”  “ e non solo” -  aggiungiamo noi! 


Per cominciare



La Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore il 01/01/1948, promulgata dal Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola.  E’ la Legge fondamentale dell’Ordinamento Italiano, che tutte le scuole sono tenute a far conoscere approfonditamente agli alunni così come previsto dall’art 1 della Legge 169/2008 e ribadito nei più recenti Regolamenti attuativi della riforma del Sistema scolastico attraverso l’introduzione dell’insegnamento trasversale di “Cittadinanza e Costituzione”.

 La Costituzione è la solida base su cui poggia la nostra convivenza civile, il nostro essere comunità di uomini e donne uniti da regole e valori condivisi. Oltre ad essere riletta è necessario che diventi parte integrante di un percorso di studio e confronto che consenta ai nostri giovani di capire come è nata e in quale contesto storico. E’ importante che le nuove generazioni riscoprano e approfondiscano i valori fondanti di democrazia, di libertà, di solidarietà e pluralismo culturale che la Costituzione esprime al fine di acquisire quelle competenze che sono necessarie per una cittadinanza consapevole che si fondi sulla conoscenza e sul rispetto delle norme che stanno alla base del nostro vivere comune. E’necessario pertanto dare   ai nostri ragazzi gli strumenti che servono per partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale, lavorando nel rafforzamento dello studio dell’insegnamento trasversale di Cittadinanza e Costituzione. 

ALCUNE PAROLE CHIAVE:

CITTADINANZA  




La capacità di sentirci cittadini attivi che esercitano i diritti inviolabili ed esercitano i doveri inderogabili della società di cui fanno parte ad ogni livello, da quello familiare a quello scolastico, da quello regionale a quello nazionale, da quello Europeo a quello mondiale, nella vita quotidiana, nello studio e nel contesto lavorativo.

In molti documenti europei e internazionali il termine cittadinanza è abbinato agli aggettivi democratica, responsabile, attiva.

PERCHE’ STUDIARE LA COSTITUZIONE




Studiare la Costituzione permette di sentirsi cittadini ed avere una mappa di valori utili per esercitare la cittadinanza a tutti i livelli. Incrementa la capacità di fare delle scelte autonome, si qualifica come apprendimento delle regole del vivere e del convivere, sottolinea la cooperazione e la solidarietà, la costruzione del senso di legalità. Sottolinea l’importanza di prendersi cura di se stessi, degli altri, dell’ambiente. Ci permette di riflettere sulla costruzione di una società interculturale nell’era della globalizzazione. Richiama i concetti di autonomia, responsabilità, rispetto, cura, convivenza, democrazia. 

mercoledì 10 aprile 2019

LA COSTITUZIONE AL MUSEO



LA COSTITUZIONE AL MUSEO 

Nell'ambito del progetto PON "Blogger d'autore" abbiamo avuto un incontro con gli alunni della classe 5D dell'indirizzo turistico dell'ITC che guidati dalle professoresse Ripa e Bellacosa, lo scorso anno hanno partecipato al progetto, prodotto dall'associazione Marano Ragazzi spot festival per il Consorzio Scuola Città di Marano, "A regola d'arte" La Costituzione al museo, nell'ambito dell'alternanza scuola lavoro. Esso mirava ad incrociare i valori, i sentimenti e la bellezza con l'obiettivo di avvicinare i ragazzi ai valori della legalità attraverso la visione interattiva di riproduzioni di opere d'arte.
Insieme a loro abbiamo rivisto il lavoro, è stato un bel momento di condivisione e riflessione sui principi fondamentali della Costituzione (contenuti negli artt. 1 – 12) non a caso hanno ricevuto tale collocazione da parte dei Costituenti: rappresentano il nucleo di valori a fondamento di ogni altro atto normativo gerarchicamente subordinato e dell’azione dei poteri dello Stato. Perciò essi sono anche detti “supernorme”, in quanto non sarebbero modificabili neppure con il procedimento di revisione costituzionale di cui all’art. 139, perché equivarrebbe ad un sovvertimento dell’assetto costituzionale.
Ciò vuol dire che la caratteristica della nostra Costituzione, al pari di altre contemporanee, è che essa ha inteso offrire, accanto a norme più propriamente organizzative dell’assetto istituzionale, altre essenziali in cui viene affermata solennemente l’intangibilità di un nucleo, i principi fondamentali.
Il loro valore si dice essere “precettivo” e non “programmatico”: sono quindi norme suscettibili di applicazione diretta anche quando manchi, nel caso concreto, una esauriente disciplina ordinaria di dettaglio.
L’eventuale violazione di questi principi costituzionali da parte del legislatore ordinario determina l’illegittimità costituzionale della legge stessa.
Tanto premesso, i primi dodici articoli della Costituzione 1 affermano i seguenti principi:
  1. Democraticità - art. 1, 1° comma
  2. Sovranità popolare – art. 1, 2° comma
  3. Inviolabilità dei diritti – art. 2
  4. Uguaglianza formale ed uguaglianza sostanziale – art. 3
  5. Diritto al lavoro – art. 4
  6. Riconoscimento delle autonomie locali – art. 5
  7. Tutela delle minoranze linguistiche – art. 6
  8. Libertà religiosa – art. 8
  9. Sviluppo della cultura, della tutela ambientale e del patrimonio storico ed artistico – art. 9
  10. Ripudio della guerra come strumento di offesa – art. 11
  11. Riconoscimento di collaborazioni internazionali – art. 10
  12. Struttura della bandiera italiana – art. 12
I principi fondamentali sono reperibili in: http://www.quirinale.it/qrnw/costituzione/costituzione.html

Abbiamo scelto di riportare solo tre delle immagini con le quali A regola d’arte” di Marano ha  rappresentato  i  12 principi fondamentali della Costituzione, seguito da un breve commento della nostra redazione, riportiamo di seguito il link al progetto sopra citato





La fanciulla, pallida e affranta, è una rappresentazione allegorica dell'Italia dopo la sconfitta dei moti risorgimentali del 1848 e della conseguente reazione asburigca nel Lombardo-Veneto. Regge tra le mani una croce, su cui sono riportate le date delle Cinque giornate di Milano, e un volume con su scritto “Storia d’Italia”.
Frencesco  Hayez
(Venezia 1791- Milano 1882)
Il nostro commento

L’aver rappresentato l’Italia come una giovane donna sembra farci riflettere sulla fragilità e insieme sulla grande potenza creatrice che lo Stato ha per i sui “figli” – cittadini. 



Bambina con la colomba
Tra le opere giovanili dell'autore, questo dipinto ritrae con grande immediatezza espressiva una bimba che regge nelle mani una colomba, simbolo di pace. Le forme sono rese con linee rapide, in una scala cromatica incetrata sul verde. La colomba, un elemento iconografico che torenerà frequentemente nella produzione di Picasso, era anche il soggetto preferito di Don Jose Ruiz, padre dell'artista. 
Pablo Picasso 

(Malaga 1881 - Mougins 1973)

Articolo 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Il rispetto... è la cosa più bella che ha inventato la Costituzione! 
Prima c’era solo la tolleranza, che consente di accettare le altre, gli altri, ma le/li pone ad un livello inferiore: Noi cattolici abbiamo la verità, però tolleriamo i musulmani anche se non ce l’hanno. Noi eterosessuali tolleriamo gli omosessuali, però noi siamo sani, loro sono malati o comunque immondi. 
Il rispetto elimina i piedistalli e mette tutti sullo stesso piano. Ibrahim, il vostro compagno di scuola, è uno di voi non perché gli fate la carità o lo tollerate, ma perché è uguale a voi... La civiltà è rispettare i diritti di tutte, tutti... in particolare quelli inviolabili, come la vita, la salute, la pace…
Però… C’è un però! L’articolo 2 riconosce i diritti inviolabili dell’uomo. E la donna? È andata a fare la spesa? Sta stirando le mutande? o lavando i piatti? Teniamo gli occhi bene aperti: la stessa Costituzione commette un’ingiustizia! La donna andrebbe risarcita per tante vessazioni, compresa la “dimenticanza” della Costituzione, che comunque sicuramente ricomprende nella parola “uomo” anche la donna, tanto che nell’articolo 3 sancisce esplicitamente l’uguaglianza fra donna e uomo. Però la questione sarebbe inequivocabilmente risolta sostituendo il vocabolo “uomo” dell’artico 2 con “persona”, che rende uguali tutti gli esseri umani anche nel linguaggio. 
(Tratto da La Costituzione al Museo Marano)

Il nostro commento

diritti inviolabili sono quelle posizioni giuridiche da ritenersi essenziali per qualsiasi forma di convivenza associata. Esse sono insite nella stessa natura umana e vengono tutelate a prescindere da qualsiasi legge, costituzionale o meno. I diritti inviolabili sono dunque imprescindibili eppure ancora oggi alcuni diritti vengono ignorati, se non addirittura calpestati. La democrazia, la sicurezza, i diritti (anche i nostri) non sono mai acquisiti una volta per tutte: si possono perdere, di qui la responsabilità di ognuno, la necessità di vigilare su di essi.





Terzo paradiso
Il simbolo del Terzo Paradiso, che riconfigura il segno matematico dell'infinito, è composto da tre cerchi consecutivi. I due cerchi esterni rappresentano l'opposizione tra natura e artificio, quello centrale costituisce la sintesi tra i due opposti, ed è considerato dall'artista "il grembo generativo della nuova umanità". Nel 2014 il simbolo del Terzo Paradiso è stato installato nell'atrio della sede del Consiglio dell'Unione Europea a Bruxelles durante il semestre di presidenza italiana. 
Michelangelo Pistoletto 
(Biella 1933)

Articolo 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

La Costituzione non si accontenta della nostra neutralità, ci chiede di esserci, in tutte le comunità di cui facciamo parte, dalla famiglia al mondo; di scegliere da che parte stare; di non rimanere inerti. 
Don Lorenzo Milani afferma che ognuno è responsabile di tutto. 
Quindi anche noi abbiamo la nostra parte di responsabilità se ci sono le mafie, la corruzione, la povertà, la violenza sulle donne, la pedofilia… Certo, non dobbiamo autoflagellarci, né partorire imprese titaniche o correre rischi irragionevoli, ma quello che possiamo dovremmo farlo! 
Proviamo ad analizzare il nostro quotidiano e riflettiamo su come possiamo anche noi combattere le mafie. Nessuno ci chiede di metterci ad indagare, di intervenire per evitare una rapina, di sparare ai banditi, ma potremmo almeno non comprare i videogiochi taroccati, le false griffe, perché così riconosciamo un ruolo imprenditoriale alle mafie, che ne gestiscono il traffico! Potremmo rilasciare sempre lo scontrino se siamo commercianti, la fattura se siamo professionisti, non far passare la carta per prosciutto se facciamo i salumieri. Anche pagare il pizzo è una forma di consenso alle attività criminali, o assumere sostanze stupefacenti, o dare la “mancia” per avere prima un certificato. L’evasione fiscale è una delle forme più significative di fuga dalle responsabilità. Con i soldi che sottraiamo all’erario si potrebbero costruire più scuole, aumentare le strutture sociali, assumere più poliziotti. 
Accontentando la Costituzione, saremmo responsabili di un mondo migliore. Basterebbe fare il proprio dovere! Ma, se vogliamo, possiamo anche svolgere attività associative, di volontariato per lenire gli effetti delle ingiustizie, per limitarle, per impedirle. (Tratto da La Costituzione al Museo Marano)

Il nostro commento

Il lavoro è il contributo che ciascuno di noi può dare, non esiste democrazia senza responsabilità. Lavoro vuol dire impegno, l’impegno di fare quanto è in noi, non è una macchina ma un pezzo di carta, perché si muova bisogna che ognuno, ogni giorno vi metta il proprio combustibile, la propria responsabilità. Solo quando sarà raggiunta la piena occupazione, sarà garantito un lavoro a tutti potremmo dire che questa formula corrisponda alla realtà. Tanti sono gli ostacoli da rimuovere ancora oggi. La Costituzione apre la via verso l’avvenire.

mercoledì 27 marzo 2019



I PRINCIPI ISPIRATORI DELLA COSTITUZIONE



I principi ispiratori della Costituzione italiana sono:
1.       Il principio democratico e lavorista
2.       Il principio di uguaglianza
3.       Il principio autonomista e la sussidiarietà
4.       Il principio concordatario

1 PRINCIPIO LAVORISTA
La Costituzione italiana, affermando che «l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro» (art. 1), sancisce il principio lavorista: il lavoro, dunque, costituisce il valore centrale dell’ordinamento e il criterio guida della politica nazionale, che deve essere indirizzata verso la massima occupazione.
Il lavoro rappresenta quindi il primo diritto sociale, in quanto costituisce idealmente la fonte privilegiata di sostentamento dell’individuo e lo strumento imprescindibile per affermare la sua autonomia al fine di consentirgli l’esercizio di ogni altro diritto costituzionalmente garantito.
Il diritto al lavoro, sancito dal comma 1 dell’art. 4 Cost. (La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto) si configura come:
·         diritto di libertà: ogni cittadino deve essere libero di scegliere quale attività lavorativa svolgere;
·         diritto civico: ogni cittadino ha un diritto (difficilmente esercitabile) di pretendere dallo Stato un «facere» per promuovere le condizioni che lo rendano effettivo.

A chiarire ancora meglio l’importanza del lavoro è la lettura dell’art. 4 comma 2, Cost. (Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società). Da esso emerge la volontà del Costituente di considerare il lavoro non solo come diritto, ma anche dovere di solidarietà che ciascun cittadino è tenuto ad adempiere per contribuire al progresso dell’intera collettività.

Autore: Francesco Strianese V A

1 Il principio lavorista
E’ uno dei principi ispiratori della  nostra Costituzione.  Ci sono riferimenti già agli art. 1, comma 1 ed all’art. 4, comma 2. Il lavoro non è solo un rapporto economico, ma anche un valore sociale che nobilita l’uomo. Non è solo un diritto, bensì anche un dovere che eleva il singolo. Nella Costituzione, il termine più ricorrente, dopo «legge», è «lavoro» o «lavoratori». Il significato di lavoro – non riducibile all’occupazione e alla retribuzione – è come una bussola, è stato pensato per orientare il cammino di una società chiamata ad attraversare stagioni e lavori nuovi. La Repubblica «è fondata sul lavoro» (art. 1), da cui discendono diritti e doveri per contribuire al progresso «materiale e spirituale della società» (art. 4 Cost.). Lavorando, la persona si costruisce e cresce anche spiritualmente perché per i costituenti cattolici il lavoro era inteso come un «atto creatore».
Quando, durante i lavori della Costituente, Costantino Mortati propose di inserire il principio lavorista come diritto fondamentale, lo pose accanto al principio democratico, a quello personalista e a quello solidarista. È da quest’insieme di principi che si definisce la dignità della persona umana come “valore madre” della nostra Costituzione. Il significato di lavoro nella Costituzione rimanda sempre al significato della dignità della persona e della sua concreta realizzazione come realizzazione di libertà, di crescita personale e comunitaria, di inclusione e di coesione sociale. Il cittadino non viene definito più dal ruolo sociale conferito dalla ricchezza o dai titoli nobiliari, ma dal fare bene ciò che gli viene affidato.
“Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” 
Abbiamo visionato un video di Benigni sull’art. 4 della Costituzione, mi hanno colpito le paroleMah, io dico la bellezza “materiale o spirituale”  La grandezza sta nell’aver messo insieme quel materiale e spirituale. Il lavoro è proprio il primo principio. inutile che mi dai tutti i diritti, se non ho lavoro. Non sono niente perché sono morto fisicamente ed anche socialmente, non sono nessuno. Quindi la prima cosa che mi devi dare è il lavoro perché ci si fonda, sono le fondamenta. – Aggiunge: “ Guardate che ogni legge che va contro il lavoro è davvero un sacrilegio. Se si escludono momenti di grande bellezza che la vita ci può regalare a tutti noi, e quelli li lasciamo da parte. Amare il proprio lavoro credo che sia la vera e concreta forma di felicità sulla terra” 
La cosa che dobbiamo cercare di fare noi future generazioni è quella di amare il nostro lavoro, dedicare tutto noi stessi a ciò che ci piace fare, a scoprire i nostri talenti e trasformarli con passione, sacrificio e tenacia  in un progetto di vita in grado di arricchire noi stessi e gli altri.

 
“Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” Mah, io dico la bellezza “materiale o spirituale” tu devi contribuire a farmi stare bene col corpo e l’anima. Sono uguali. La grandezza di aver messo insieme quel materiale e spirituale. Il lavoro è proprio il primo principio. Tu è inutile che mi dai tutti i diritti, se non ho lavoro. Non sono niente perché sono morto fisicamente ed anche socialmente, non sono nessuno. Quindi la prima cosa che mi devi dare è il lavoro perché ci si fonda, sono le fondamenta. E dice che riconosce a tutte questa cosa qua. Guardate che ogni legge che va contro il lavoro è davvero un sacrilegio. Se si escludono momenti di grande bellezza che la vita ci può regalare a tutti noi, e quelli li lasciamo da parte. Amare il proprio lavoro credo che sia la vera e concreta forma di felicità sulla terra.  Cit. Roberto Benigni
La cosa che dobbiamo cercare di fare noi future generazioni è quella di amare il nostro lavoro, dedicare tutti noi stessi a ciò che ci piace fare e non vederlo come un qualcosa che serve solo a monetizzare noi e la nostra famiglia.
Felice Gagliardi V A

Il principio di uguaglianza
Articolo 3 della Costituzione
L’art 3 costituzione enuncia il principio di uguaglianza. Il primo comma dell’art3 è dedicato al principio di uguaglianza formale ed all’enunciazione di una serie di divieti di discriminazione; il 2° comma enuclea il principio dell’uguaglianza sostanziale. Il principio dell’uguaglianza formale deve essere inteso come eguale soggezione di tutti al diritto. Il nucleo forte del principio di uguaglianza è costituito dall’impossibilità per il legislatore di operare distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche ecc. Tale principio vuole prescrivere leggi generali ed astratte per evitare discriminazioni.
Il principio di uguaglianza sostanziale, comporta invece, l’impegno dello stato a creare le condizioni di eguaglianza sostanziale fra i cittadini, ovvero a rimuovere gli ostacoli di natura economico-sociale che di fatto impediscono la partecipazione dell’individuo alla vita del paese. Tale principio tende a provvedere a singoli casi per eliminare eventuali svantaggi. I due principi si limitano e si completano a vicenda. Il principio di uguaglianza è strettamente connesso a quello di democrazia e libertà, i quali a loro volta si fondano su quello di partecipazione.
L’ideale dell’uguaglianza sociale è presente in tutti i Paesi civilizzati per il quale gli uomini si sono battuti moltissimo in passato.
Il principio autonomista e la sussidiarietà

Art. 5 Costituzione La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
Contrapponendosi all’ordinamento fascista, in cui le istanze pluralistiche ed autonomistiche erano state cancellate, la Costituzione italiana sancisce il principio del pluralismo territoriale, il riconoscimento, cioè, di centri di potere politico autonomi, diversi dallo Stato ma più vicini ai cittadini.
L’Italia è uno stato autonomista e prevede l’esistenza di enti territoriali: Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni.
Il principio di sussidiarietà consiste nel far svolgere all’ente gerarchicamente inferiore tutte le funzioni e i compiti di cui esso è capace. La sussidiarietà può essere orizzontale o verticale.

Il principio concordatario
Riguarda gli articoli 7 e 8 e disciplina i rapporti tra Stato e chiesa.









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